Dobbiamo un gallo ad Asclepio.
domenica 6 maggio 2012
HIGHGATE
L'opinione comune sui britannici eccentrici non tiene conto di un italiano persuaso che il monumento più bello di London sia la vecchia centrale elettrica a quadruplice camino di Battersea. E' precisamente da lì( poichè ci abitavo nelle casette dei ferrovieri) che dovetti sorbirmi una traversata d'un ora sul sellino posteriore della vespa di Sarah. Un venticello gelido mi raspava le gote,una pioggerellina primaverile sottile e imperturbabile,una luce grigiastra che equivaleva al mio febbraio sud-mediterraneo. Il cimitero è diviso in due parti : ad Ovest (come sempre ) i ricchi ed a Est (nell'identico modo terreno) gli altri. Sulla strda di accesso i due guardiani stavano giocando al pallone poichè non passa nesssuno ; parcheggiammo a debita distanza per non disturbare la partita . e questo fu l'unico segno di democraticità e solidarietà offertomi dal luogo. Nel fradiciume di foglie in cui i miei piedi e malleoli affondarono,si intricarono e furono avviluppati,visto che avevamo scelto il lato meno favorito,mi affiorò la poesia del comico Totò dal titolo 'La livella' : quale illusione,pover'uomo,gli fece pensare che la morte potesse essere democratica,forse non era stato ad Highgate ? Con tutto il suo peso terreno di lapidi,erme,cappelle che sanzionano duramente le differenze,con la statuaria tra preraffaelita e art-nouveau ? Sulle isole britanniche ogni cosa sottolinea il principio che l'idea stessa di democrazia sia inconcludente. Attraverso vialetti fradici e abbandonati,privi di indicazioni,giunsi alla tomba di Karl Marx per intuizione : un'erma massiccia e pesante,più alta di due metri su cui poggiava la tesata quasi priva di tronco ;la posizione del monumento è del tutto incongrua,sembra poggiata temporaneamente dopo un trasloco sul bordo del vialetto sfossato dai rigagnoli,come se da un momento all'altro debba sopraggiungere la gru che andrà a collocarla nella sua posizione definitiva e degna.Il suo viso era atteggiato ad un cruccio doloroso; sulla base notai inciso qualcosa a proposito della nobildonna tedesca che lo aveva sposato. Era evidente e palese che nessuno si curava di questa 'cosa', stava lì e basta (pensai alla tomba di Dalida a Montemartre letteralmente sommersa di mazzi di fiori freschi ogni mattina). Ebbi un moto di rabbia misto a pietà e deve essermi affiorata una lacrima all'angolo delle palpebre perchè la sentii e la repressi virilmente : si trattava del massimo pensatore politico del mondo moderno. Mi confortò il pensiero di essermi preventivamente vendicato anni prima al père Lachaise dove mi ero espressamente recato alla cappella di Adolphe Thiers ,un padiglione,una villa di vacanza, per sputare nelle prossimità senza farmi cogliere, ricordando ciò che Marx aveva scritto dell' 'infame nano' (sono sempre quelli) nel suo libro sulla Commune de Paris cui aveva partecipato. Thiers aveva posseduto il più delizioso hotel particulier,nella più deliziosa piazzetta parigina che si possa immaginare (esclusa la Furstenberg) ; per un certo periodo ci passavo ogni giorno per prendere il metro. Basta, non volli pensarci più. Sapevo che tra i disgraziati giaceva da qualche parte li dentro,la mia amata George Eliot ed andai in cerca dell'altra semiirreperibile e abbandonata su un sentieruccio da capre ; ci voleve un grande amore dei morti come il mio (w Foscolo),sia per cercarla che per trovarla.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento