Una della attitudini che più mi dispiaccino del mio Paese è quella verso le buone maniere, ciò che più mi attrae della Francia: la regolarità delle relazioni civili, il segreto che rende piacevolissima la vita in una città. E' curioso come gli Italiani e i Francesi provinciali siano concordi nel giudicare i Parigini estremamente antipatici: lo capisco bene visto che per me sono le persone più piacevoli del mondo. L'introiezione delle buone maniere è un modo della naturalezza gradevole di una persona.
Un primo pomeriggio di metà maggio mi proposi di visitare il padiglione Le Corbusier alla Cité Universitaire, estremo sud della città; uscii alle 13 e sbocconcellai per strada una piccola quiche lorraine, un palmier con un ballon de rouge. Il padiglione era chiuso e dalle vetrate mi sembrò molto in disordine e molto usato. Era talmente tiepido che attraversai ed entrai nel Parc Montsouris, cercai un gazon e mi distesi al sole come un perdigiorno. Tuttintorno erano giovani mamme stese o sedute con i loro rejetons neo nati e fino a 3 o 4 anni. Venni colto da un colpo di sonno primaverile ,finii come ...in riva di Scamandro e sognai...forse era l'isola di Calipso quando mi sentii tirare per il colletto e fu giocoforza tornare:'Excusez moi, Monsieur', una vocina incerta nell'articolazione, sul mio il viso di un bimbo di cui percepivo l'odore sano e fragrante; gli feci una carezza sorridente e gli risposi con la dovuta formula; lui si volse alla madre che lo approvò col capo e mi sorrise. Ciò su cui ebbi modo di riflettere fu che alla signora non importava nulla che il piccolo mi svegliasse, per lei il punto era che l'infante imparasse da subito come si sta al mondo e per questo ogni circostanza era buona.
Verso la metà di ottobre venne inaugurata la stagione dei concerti con la Valentini-Terrani e la Ricciarelli, dopo Roberto ci invitò a cena nel suo bell'appartamento di 500mq con vista sul magnifico giardino di secolari ficus-religiosa simili a quello sotto cui Gautama si era addormentato per sempre per sua deliberata scelta. Lucia era un contralto belcantista notevole guidata da un gusto sicuro che non cedeva in nulla alle lusinghe dei loggioni; mi le ritrovai accanto ed essendo assai curioso di ciò che potesse passare per la mente di una cantante durante l'esecuzione,le chiesi. Sembrò come se non aspettasse altro e mi spiegò che quando il direttore era uno con cui stabiliva un'intesa (il che lei sentiva dal primo momento), un'esecuzione si trasformava in qualcosa di assai simile ad un atto sessuale completo per quanto sublimato. Non credevo alle mie orecchie. La Ricciarelli, un pò distante, ci sogguardava incuriosita alla vista della sua amica tanto appassionata con un perfetto sconosciuto. E non solo lei. C'era anche il marito. Ero stato informato che la Ricciarelli, ex commessa di grande magazzino era stata folgorata per caso sulla via del belcanto, mentre il marito della Valentini era un attore di teatro semifallito che nella moglie aveva trovato il suo campavita. Deve averne avuto abbastanza delle nostre risatine soffocate e dei bisbigli all'orecchia, perchè si diresse risolutamente verso di me apostrofandomi: 'Ma perchè non si occupa delle altre signore?'. Si istallò accanto alla moglie e non si mosse più. Mal gliene incolse perchè la povere Lucia prese la leucemia magari contagiata sublimemente da Carreras che l'aveva presa. Lei tanto generosa da aggiungere l'oscuro nome di lui al suo luminoso. Differenza tra un bambino francese e un uomo italiano.
Nessun commento:
Posta un commento