Chi si ricorda di lui?
Verso la fine degli anni 1970; gli Indiani Metropolitani erano l'area più creativa del Movimento del '77, gravitavano intorno a 'Re Nudo', si erano innestati sulla fine degli hippies e si facevano chiamare anche freaks-rock, Kerouac, Ginsberg, i Situazionisti, Marcuse, D.Cooper, Reich e T.Leary, l'apostolo dell'LSD, era quell'epoca. Loro peculiarità: rifiuto di pagare il prezzo dei concerti che poi si estese a tutto, sesso libero, droga libera.
C'era un legame con l'Autonomia Operaia che fu stroncata dalla repressione, non ne ebbero bisogno essendosi fatti stroncare dall'avvento dell'eroina; avevano abbandonato il marxismo in favore di una critica della borghesia d'ispirazione dadaista.Tra tutto questo bailàmme, che solo chi è nato negli anni 1950 ricorderà, essi furono gli inventori della visibilità ( i cui figli sono gli Sgarbi, i Ferrara, i D'Agostino e la pletora degli avventori occasionali della TV che spariscono come farfalle grate di essere vissute anche solo un giorno).
Quella sera mi trovavo a Taormina con Roberto e le nostre donne, causa un concerto. Ci istallammo al Timeo che è a ridosso del teatro. Era una notte spettacolare e oleografica su Mazzarò e l'Etna, con tanto di luna, ed il sig.Lo Turco, faccia butterata e paonazza, capelli ricciutissimi, con l'aspetto di un serial killer ed il tratto gentile e delicato di un'educanda, con grazia ci invitò a cena perchè eravamo capitati in quel preciso giorno di festa in cui lui aveva quest'abitudine con gli ospiti che gli piacevano. Anne mi diede di gomito: guarda al tavolo alla tua destra. Un giovane elegante e fine con maitre e due camerieri che andavano e venivano con champagne, aragoste e prelibatezze, la guardai interrogativamente: è Cavallo Pazzo. Ne conoscevo le gesta ma non l'avrei mai riconosciuto. Nasceva il problema di denunciarlo, ma non me la sentii di fare la spia anche se avrei tradito il mio ospite. Magari pagherà.
Lo Turco passava spesso per accertarsi che tutto procedesse bene e lanciare qualche spritosaggine. Del concerto mi sono dimenticato.
L'indomani facemmo un giretto nel singolare giardino o meglio in ciò che resta della folie ottocentesca della sua fondatrice britannica, che mi piace tanto. Accommiatandoci Lo Turco ci rammentò quel signore elegante accanto a noi la sera precedente: chi se lo immaginava, è sparito, ho dovuto fare denuncia.
Cavallo Pazzo morì giovanissimo dopo un'altra serie di exploit e degli Indiano metropolitani si perse la traccia.
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