Dobbiamo un gallo ad Asclepio.

giovedì 1 marzo 2012

THE LODGE AND THE CASTLE

Non ricordo l'anno della mia conoscenza di Giulia ('88/'90). Era fine primavera e lei in viaggio con i figli : temperamenti diversi ; F... un pò sprezzante con un tratto snobistico fuori luogo ; tutto ciò che riuscii a strapparle fu il romanzo preferito che occasionalmente era anche il mio in inglese (The Catcher).15 anni dopo pubblicò qualcosa sulla politica culturale USA durante la guerra fredda , argomento  interessante ma qui fuori tema. A..., di poco più giovane, covava un fuoco interno di vulcano, estroverso come la madre mi mise a parte dei suoi piani : entrare in banca, scalarne i livelli fino alla vetta e da lì distruggere il fratello di sua madre ; mentre sobbalzavo lo giudicavo velleitario, avendomi informato che lo zio  era ben impiantato ai vertici della Barclays ; ma ero destinato a più ampi ragguagli da lei,  minuta e vivace con l'aria lievemente concitata di quella che sta per recarsi dal suo parrucchiere. A colazione, stava al mio fianco, mormorai a mia figlia di tenersi dritta certo che gli inglesi non mi avrebbero inteso, invece lei dichiarò che le era sembrato di sentire suo padre per cui si era istintivamente irrigidita. Sembrava uscita, chessò, dal Romanzo Siciliano della Radcliffe ; aveva bisogno di esternare storie di famiglia e la sua famiglia nella storia, era presa nell'ingranaggio. Atmosfere di sospetto, macchinazioni, fatti straordinari, innominabili, immersi in un ordine relazionale di ipocrisie, conditi con soppressioni mascherate da incidenti con avvelenamenti sullo sfondo di un ferreo contesto di diseredazioni  da fidecommesso di cui lei era la testimonianza vivente. Con i miei ci davamo l'occhio diagonalmente (solo mia sorella non si stupiva avendo avuto diritto a precedenti lugubri confidenze) mentre lei dipanava episodi ingarbugliati disegnando una vita divisa in periodi molto caratterizzati : l'infanzia felice e la giovinezza col titolo di 'Sua Signoria' (oggi è 'honourable') ; al caffè tirò fuori una busta di ritagli in cui veniva segnalata alle regate sul Tamigi, a Glyndebourne, ad Ascot, 'lady in attendance' nel Court Circular ; giornali indiani e indonesiani riferivano le sue visite ufficiali presso rajà e sultani , la sua presenza era stata notata ad importanti cerimonie funebri e ai balli della season. Poi il periodo matrimoniale col milionario polacco S... che le aveva fatto i due figli e poi l'aveva piantata senza alimenti in base ad una clausola illegibile del contratto prematrimoniale. Ma la parte più triste iniziava dalla morte del padre che comportò l'applicazione della 'legge', poichè il Regno Unito è una monarchia che noi italiani idoleggiamo a torto come l'idea archetipa di ogni democrazia. Queste orrende circostanze illustrate a dei poveri Siciliani che potevano avere notizie sugli affari di mafia, che al cospetto sembravano aneddoti da oratorio, ci gelarono il sangue provocando scetticismo sulla salute della graziosa ospite. Dovetti documentarmi  su usi e costumi del popolo pittoresco che vive nelle Isole Britanniche come nel Rinascimento italiano, ed ebbi conferma che il riferito da Giulia era perfettamente plausibile data la famiglia. Tutto al primogenito titoli e beni, e di questo lei non aveva avuto alcun sentore prima vivendo spensieratamente ; i doveri paterni si condensavano nell'educazione e nell'accasamento ed erano stati perfettamente assolti ; se lei non era stata capace di tenersi il marito, colpa sua. Anche a Diana Spencer era capitato, rifiutandosi di capire il funzionamento del matromonio aristocratico. Le foto che la ritraevano ragazza con i familiari sul green davanti casa avevano per sfondo un castello imponente che poi riconobbi in un film di James Bond. L'altra menda nella storia famigliare risaliva al Rinascimento : erano rimasti cattolici (da cui il nome Giulia) dopo l'Atto di Supremazia del 1534 : da quì conflitto con la Corona. C'era anche la storia di una tipografia clandestina che distribuiva libelli cattolici istallata nelle viscere del castello dell'Oxfordshire. Erano stati esclusi dagli Uffici Pubblici, mantenendo, però, titoli e patrimonio, non essendosi mai compromessi in cospirazioni in favore degli Stuart. Hanno recuperato il diritto ai Pubblici Uffici in tempi recenti. Seduta stante l'odiato zio e fratello fu nominato lord ciambellano da Elisabetta II° giusto per acuire le frustrazioni di suo figlio. Lei, invece, non ha ottenuto alcun perdono per il peccato di esser donna e si è dovuta acconciare a convertire il suo appartamento londinese in un lodge in cui una della mie nipoti ha soggiornato . Il famoso fratello ha scalato tutti i livelli del potere finanziario, oltre ad una poltrona dai Rothschild (quelli che ottenevano promesse da Balfour) ne ottenne un'altra come consigliere finanziario del Vaticano. Circa la supposta pseudologia di Giulia ho dimostrato che era un'illazione. L'altra sera dalla Bignardi c'era la scrittrice Agnello-Hornby autosradicatasi da Palermo oltre 40 anni fa per vocazione e poi istallatasi in UK per matrimonio ; vi è cittadina, giudice, ha uno studio legale ed è professore universitario. Questa signora può fare il paio con Giulia poichè la Sicilia ha tradizioni assai simili ; raccontò la proprio discendenza da cui non potè essere esclusa solo perchè la famiglia si estingue con lei, altrimenti l'istituto del fidecommesso (che è stato abolito con l'Unità d'Italia) le sarebbe stato applicato per consuetudine ricorrendo a strumenti illegali. Della forza di radicamento di una cultura se ne rende conto uno che vi appartiene, infatti la signora Agnello che è vissuta solo per i primi 20 anni in Sicilia e per i successivi 40 all'estero, ridiviene un'autentica siciliana se solo pensa a quella terra o se vi rimette piede : si tratta di qualcosa di più appiccicoso dell'ATTAK. Il mio testimone per eccellenza, comunque,rimane Michele Palmieri Miccichè che nel I° quarto del XIX° sec. subì a Palermo le stesse deprivazioni di Giulia, come cadetto, e le riferì in una specie di autobiografia pubblicata da Levasseur a Paris (1836) : ' Moeurs de la cour et des peuples des Deux Siciles'. Il palazzo di famiglia malandato è sempre lì, accanto al cosidetto 'Teatro del sole' a Palermo, alcuni balconi e finestre ne fanno parte integrante. Michele era un giovane insofferente della crudele e bizzarra severità paterna al punto di essere rinchiuso per punizione nella 'Real Casa dei Matti' per aver scavalcato il balcone infrangendo il divieto di uscita notturna. Naturalmente il padre non gli lasciò un tarì, una mezza piastra e neanche un carlino, tuttavia obbligò il suo erede universale a versargli un magro vitalizio da togliersi sull'immenso patrimonio in terre e immobili ; Michele riceveva puntualmente alla scadenza una lettera del fratello che lamentando l'aridità, le cavallette, l'afta e la morosità dei gabellotti si scusava di non potergli rimettere il dovuto.  Infatti la magnanimità costituita sull'ingiustizia genera un'avidità insaziabile. Michele fu costretto a trasferirsi a Paris per sopravvivere ; si era dato il caso che uno dei suoi amici fosse diventato re di Francia. Luigi Filippo faceva parte degli émigrés, designazione dei fuggitivi all'estero sotto la Rivoluzione ; era finito a Palermo dove aveva parenti essendo la regina sorella di Maria Antonietta, ciò gli consentiva di mangiare alla tavola di Maria Carolina che, però, lo odiava essendo lui il figlio di quel Philippe Egalitè, primo cugino di suo cognato, che aveva dato il voto decisivo per la sua decapitazione e, per conseguenza, per quella di sua sorella. Luigi se la passava discretamente presso le famiglie palermitane (tra cui quella di Michele) e dando lezioni di storia e matematica nelle scuole  In tali condizioni il parito migliore per lui era chiedere la mano di Maria Amelia, che ottenne riuscendo a superare l'avversione della zia. L'italiana Marie Amelie me la ritrovai troneggiante ed inespressiva come mezzo busto in marmo sul caminetto dell'appartamento di rue H.Monnier dove serviva da appoggia cappelli e appendi collane al ritorno dalle soirées.

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