Dobbiamo un gallo ad Asclepio.

sabato 10 marzo 2012

IL PROCURATORE IACOVIELLO CHIEDE LA CASSAZIONE DELLA SENTENZA

' IL CONCORSO ESTERNO E' ORMAI DIVENTATO UN REATO AUTONOMO,UN REATO INDEFINITO AL QUALE ORMAI NON CI CREDE PIU' NESSUNO'. Dichiarazione che unisce perentorietà e inevitabilità al di là di ogni ragionevole dubbio la cui assenza è, però, uno dei motivi della sua formulazione. E' stata fatta dal proc. Iacoviello ai Giudici del processo per Cassazione,  Dell'Utri . Data la sede essa ha un'importanza smisurata innanzitutto perchè  il principio del 'ragionevole dubbio' viene contradetto in termini. L'intera espressione del pensiero del Procuratore presenta aspetti oscurissimi. L'aggettivo AUTONOMO si riferisce esclusivamente a ciò che è in grado di reggersi da sè (la persona lo è per antonomasia,se non lo è viene dichiarata incapace ). Il Procuratore dichiara che quel reato  è anche INDEFINITO ma se lo fosse gli mancherebbe la ratio per essere AUTONOMO. Si da il caso che sulla base delle sue stesse affermazioni contraddittorie il Procuratore concluda  che a quel reato non ci creda più nessuno . Per forza ! Ma dove il Procuratore ha dimostrato  che AUTONOMO e INDEFINITO siano le indiscutibili categorie definitorie del reato di cui parla ? Magari sarà verissimo ma il Procuratore non ne ha fornito le prove  e tuttavia è proprio in base  all'insufficienza di esse che egli chiede la cassazione. E la ottiene malgrado il conclusivo errore di grammatica che attiene al Diritto della lingua.

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