Bisogna trovarsi in una temperie speciale quando si decide di cercare un testo che si immagina di possedere e, quanto più rifiuta di farsi individuare, obbligandoci a mettere sossopra l'intera biblioteca del cui ordine finiamo per dubitare, tanto più si ritiene decisivo in relazione alla spinta che ci ha mossi, che magari non era nè chiara nè improrogabile. Ero tanto certo di possederlo quanto poi mi convinsi trattarsi di mera fantasia probabilmente legata al clima tedesco che la mia psiche attraversava. Ho sempre provato un trasporto verso Rilke, in particolare mi sono tirato dietro la sensazione di quel sarcofago romano usato come fontanella di cui lui canta e che mi persuasi essere quello che sta in un angolo appartato di piazza di Spagna. Forse un altro motivo, la percezione semilatente che 'La terra desolata' trovasse una fonte in quel testo, che è 'I quaderni di Malte L.B.' che ero il libro ricercato per trovare conferma ad una percezione individuata venti o trent'anni prima e sepolta, surrettiziamente riaffiorata ora per i meandri dell'inconscio. Mi convinsi di non aver mai posseduto quell'opera e di non averla mai letta; il mio era un desiderio, spinta originata da ignote pulsioni nè chiare. Cosa stavo cercando, quale la molla che mi fa levare, che da senso e motivo verso una qualsiasi direzione impegnandomi, che pungola dignità e onore, per cui appronto mezzi, approvo e disapprovo me stesso e gli altri. Che ci spinge a denunciare, a guastarci con chi, pure, amiamo, perchè vede con altri occhi, mette in bilico fedi.
Il desiderio? E se sì, di cosa? Osservano si riconosca che l'oggetto di esso smetta di esserlo non appena ottenuto. Se il desiderio spinge alla delusione a qual pro? Ma è forte e fondato perchè si possa eluderlo. Necessario accertare o inutile? Una molla che è meglio lasciare scarica per evitare dolori? O ci sono desideri essenziali al senso della natura umana? Non caduchi, da indagare in altre sfere, ovvero distinguere certe pressioni da altro ad altro finalizzate, da interpretare? Mi gioverà l'attrazione istintiva verso un luogo della nostra civilizzazione tramontato ma semisepolto, semimorto vampiro del desiderio che ha aperto strade notturne non percorse fino in fondo? Siamo passati ad altro perchè mancarono le risposte? Potrebbe doversi a nostra insufficienza. Siamo finiti nella delusione per esserci mossi goffamente, non abbiamo capito, abbiamo deviato, ci mancavano strumenti precisi: scienza, introspezione, metafisica, pragmatismo...Siamo scontenti per come siamo usciti dal Medio Evo perchè la convinzione di averlo risolto era errata; ci siamo imbarcati a Palos barra ad Ovest sbagliandoci del tutto, non ebbimo coraggio sufficiente per misurarci con l'ignoto in noi. Da Palos è salpato il desiderio che per altro verso vi restò inchiodato. Errore di calcolo con l'astrolabio: colonne d'Ercole della mente oltre cui il turbine e la perdizione. Cattiva orientazione del desiderio per ignoranza della sua consistenza. Si tratta di conquistare la nostra stessa natura? Poichè la scienza è frustrante alcuni cercano risposte altre.
In questo itinerario ignoto approdai anche a Cluny: incrocio St.Michel/St.Germain, pied-à-terre della casa madre, 35km a Sud di St.Desert, fondata agli inzi del 900 per la riforma della regola benedettina, che divenne un grosso centro monastico-intellettuale con 10.000 monaci in 12.000 conventi. La potenza dell'abbazia determinò l'esigenza di un punto d'appoggio nella capitale nel XV° sec.. L'hotel venne impiantato sulle terme romane di Lutetia, un complesso importante che comprende anche un giardino medievale e il museo. L'abbazia, in decadenza, sarà pressoche distrutta dalla rivoluzione con danno irreparabile della bibliteca e dell'archivio. Cercare il senso del Medio Evo disorientato: quì il senso del mio desiderio? Non sono sicuramente il primo, mi hanno preceduto G.Sand, alla cui curiosità ed intuizione è dovuta la salvezza del documento che, senza sapere cercò, e all'autorità di P.Mérimée al tempo amante di lei e ispettore generale dei monumenti di Francia; fu per caso, durante un soggiorno nel Limusino a Boussac.
Prima di me errò per le stesse strade R.M.Rilke che, come me, finì allo stesso incrocio. Mi ritorna l'elegia della fontana; ci stavo pensando con la nostalgia che in me provoca Rilke, quando di colpo mi sovvenni dei Quaderni di Malte, non lo maneggio da tempo, devo cercarlo, per l 'improvviso baleno di un'associazione inesplicabile, la chiave della 'Terra desolata' mi sta davanti: trasposizione londinese di un'esperienza parigina di Rilke che è la mia medesima di ora.Quì mi ha condotto il desiderio e ciò che mi agita sta misteriosamente spalancato come un atlante antico dai fogli smembrati di cui hanno fatto stampe.
Sono entrato nella sala ed eccomi circondato.Nel primo quadro la dama prende del cibo che le porge l'ancella, forse un boccone per il falcone che essa fissa. Nel secondo essa suona l'organo il cui soffietto è azionato dall'ancella. Nel terzo il liocorno poggia le zampe anteriori sul grembo di lei che regge uno specchio in cui l'animale meraviglioso viene riflesso. Nel quarto la dama prepara un serto di fiori, in un angolo la scimmia ne odora uno. Nel quinto la dama impugna il corno dell'animale e con l'altra l'asta dello stendardo. Nel sesto una tenda i cui lembi vengono aperti dal leone e dall'unicorno; la dama ha disfatto la chioma e ripone nello scrigno il monile che portava al collo. Nella parte alta della tenda si legge: A MON SEUL DESIR. Approdato alla totalità del mistero che è al contempo il mio desiderio.
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