Da bimbo sentendo avvicinarsi le melodie metalliche del pianino mi affacciavo per vedere gli ambulanti che spingevano una specie d carrettino musicale; erano dei poveracci che fingevano buonumore reprimendo i sospiri. Le donne lanciavano loro delle monetine; qualche volta vendevano anche gli spartiti per piano delle canzoni perchè ancora le ragazze erano capaci di suonare. I pianini rallegravano la povera gente che non poteva permettersi radio e grammofono. Quando capii un pò di più identificai quel girare di manovella con l'infelicità, e quei suoni mi evocarono solo tristezza .Poi sparirono.
Al mio primo viaggio in Batavia, scopersi gli organetti di Barberia, una meraviglia di sculture, colori, canne, piatti e tamburi ,il cui suonatore era un signore distinto in redingote e tuba che incuteva rispetto; mi diede fastidio solo che si trovasse in prossimità del venditore di aringhe affumicate che la gente mangiava per strada all'ora del te rivoltandomi lo stomaco .
Negli anni 1970 passai una serata alla Grande Jatte che conoscevo solo atraverso un dipinto impressionista, mi ci portò un regista noto per un premiato film con Annie Girardot: mi portò in una specie di guinguette ricavata tra giostre antiche, quelle con i cavalli che salivano e scendevano ed erano azionati da macchine a vapore; il proprietario era l'ultimo riparatore di queste macchine; cenammo assieme a certi topolini che si aggiravano tra i piedi in attesa di qualche briciola e poiche' quelle giostre avevano anche l'organino ebbimo diritto ad un concerto:serata indimenticabile.
Mi ricapitò nel 1997 al parc du Montsouris dove accanto al laghetto si erano sistemati due fratelli che si proclamavano gli ultimi suonatori di Limonaire (così si chiamano gli organetti a Paris). 25 anni dopo la morte del mio amico tornai alla Grande Jatte in cerca del mio riparatore di giostre, tutto cambiato, la fabbrica di aeroplani sparita, chiesi a tutti gli isolani, nessuno ne sapeva niente, alla fine incontrai quello che sembrava l'idiota del villaggio: certo che me ne ricordo, vicino agli aerei, ma è morto. Era uno splendido pomeriggio di maggio, pelouses dappertutto e ragazze distese al sole avevano tirato su le gonne per dorarsi le gambe.Tutto seppellito fino ad ieri quando la cara Veronique mi ha deliziato con l'orkestar di Doudou Mariolo.
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