pubblicata da Giuseppe Micciche' il giorno martedì 15 marzo 2011 alle ore 20.31
Uno degli eventi che mi scombussolarono si verificò nel 1972 : un certo Toth(omen nomen) saltò sulla Pietà di Michelangelo in S.Pietro e martellò la Vergine al grido.'Io sono Gesù Cristo risorto dalla morte'.I danni furono gravi e un'opera perfetta in tutti i suoi dettagli perse la sua verginità.
Tra creazione e distruzione deve esserci un rapporto all'interno della mente.Nel caso di Toth un difficile rapporto con l'impotenza?Qualcosa di simile alla leggenda di Salieri che è infondata perchè Mozart non aveva successo e lui si? Ciò che conta nel caso di Salieri è che la gente abbia inventato che ciò fosse possibile,dunque,si trattava di una fantasia collettiva proiettata come vera perchè fortemente sentita.
I musei sono zeppi di oggetti semidistrutti;ora mentre è ovvio che le stoviglie e le piccole cose si rompono e si logorano,per i grandi oggetti come statue e templi non è lo stesso,è necessaria una volontà distruttiva:il Pantheon è lì da circa XX sec.e anche il Colosseo sarebbe perfetto se i romani non lo avessero usato per secoli come cava di pietre.Un motivo di distruzione è la guerra che come progetto mentale risulta idiota:distruggiamo tutto ciò che è in mano al nemico anche ciò che ci appartiene,poi lo ricostruiremo.
Non è vero che i barbari distruggono i monumenti dopo la conquista: non lo fecero i Romani in Grecia,semmai portarono via il meglio e copiarono decine di volte ciò che non era trasportabile o ciò di cui volevano assolutamente anche solo una copia.Distruttori sono i civilissimi Europei che fecero scomparire le civiltà americane.
Il motivo della distruzione può essere ideologico:bisogna eliminare ogni traccia di una cultura inumana per impedirle di riprodursi: rivoluzione francese,rivoluzione culturale cinese ecc..
C'è,invece,un più complesso rapporto con la distruzione che nasce da quello con la creazione.Forse era il caso di Toth pur nelle nebbie della follia.Personalmente mi è capitato più volte di essere colto da accessi di furia distruttiva di fronte ad un oggetto di mia proprietà che consideravo bello e che qualcuno mi aveva deturpato per disattenzione o mancanza di cura.Ma il mio desiderio è un racconto che permette la circolarità di questa riflessione e riguarda Michelangelo stesso.
Premetto che considero le sue ultime 3 Pietà opere somme del genio umano con lo stesso tipo di attrazione che sento nei confronti degli ultimi quartetti di Beethoven.Esistono opere che superano la loro contemporaneità e squarciano il velo del futuro restando ineguagliate per sempre, perchè esaminandole secoli dopo ci si rende conto dell'impossibilità di averle concepite allora.Una di queste opere è la Pietà Bandini che si trova a Firenze.Raccontano che quando l'esecuzione era pressochè conclusa,a Michelangelo venne fatto di spezzare il braccio destro del Cristo a causa di un'imperfezione della vena del marmo che non poteva prevedere.Riferiscono che lo scultore fu colto da un'accesso d'ira incontenibile,prese la statua a martellate,la vendette per un'inezia ad un'oscuro scultore, Bandini che le diede il nome e che l'abbandonò per secoli in una sua vigna da dove venne recuperata da Cosimo III° de' Medici circa 150 anni dopo.Questo gruppo statuario è infinitamente più importante di quanto chiunque possa immaginare e su di esso ho elaborato una teoria che racconterò in un altro momento.
Tra creazione e distruzione deve esserci un rapporto all'interno della mente.Nel caso di Toth un difficile rapporto con l'impotenza?Qualcosa di simile alla leggenda di Salieri che è infondata perchè Mozart non aveva successo e lui si? Ciò che conta nel caso di Salieri è che la gente abbia inventato che ciò fosse possibile,dunque,si trattava di una fantasia collettiva proiettata come vera perchè fortemente sentita.
I musei sono zeppi di oggetti semidistrutti;ora mentre è ovvio che le stoviglie e le piccole cose si rompono e si logorano,per i grandi oggetti come statue e templi non è lo stesso,è necessaria una volontà distruttiva:il Pantheon è lì da circa XX sec.e anche il Colosseo sarebbe perfetto se i romani non lo avessero usato per secoli come cava di pietre.Un motivo di distruzione è la guerra che come progetto mentale risulta idiota:distruggiamo tutto ciò che è in mano al nemico anche ciò che ci appartiene,poi lo ricostruiremo.
Non è vero che i barbari distruggono i monumenti dopo la conquista: non lo fecero i Romani in Grecia,semmai portarono via il meglio e copiarono decine di volte ciò che non era trasportabile o ciò di cui volevano assolutamente anche solo una copia.Distruttori sono i civilissimi Europei che fecero scomparire le civiltà americane.
Il motivo della distruzione può essere ideologico:bisogna eliminare ogni traccia di una cultura inumana per impedirle di riprodursi: rivoluzione francese,rivoluzione culturale cinese ecc..
C'è,invece,un più complesso rapporto con la distruzione che nasce da quello con la creazione.Forse era il caso di Toth pur nelle nebbie della follia.Personalmente mi è capitato più volte di essere colto da accessi di furia distruttiva di fronte ad un oggetto di mia proprietà che consideravo bello e che qualcuno mi aveva deturpato per disattenzione o mancanza di cura.Ma il mio desiderio è un racconto che permette la circolarità di questa riflessione e riguarda Michelangelo stesso.
Premetto che considero le sue ultime 3 Pietà opere somme del genio umano con lo stesso tipo di attrazione che sento nei confronti degli ultimi quartetti di Beethoven.Esistono opere che superano la loro contemporaneità e squarciano il velo del futuro restando ineguagliate per sempre, perchè esaminandole secoli dopo ci si rende conto dell'impossibilità di averle concepite allora.Una di queste opere è la Pietà Bandini che si trova a Firenze.Raccontano che quando l'esecuzione era pressochè conclusa,a Michelangelo venne fatto di spezzare il braccio destro del Cristo a causa di un'imperfezione della vena del marmo che non poteva prevedere.Riferiscono che lo scultore fu colto da un'accesso d'ira incontenibile,prese la statua a martellate,la vendette per un'inezia ad un'oscuro scultore, Bandini che le diede il nome e che l'abbandonò per secoli in una sua vigna da dove venne recuperata da Cosimo III° de' Medici circa 150 anni dopo.Questo gruppo statuario è infinitamente più importante di quanto chiunque possa immaginare e su di esso ho elaborato una teoria che racconterò in un altro momento.
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