Il V° è mal servito dal metro,è tutto in collina,dunque,scarpe comode,mi dissi, e scesi a Maubert a due passi da una chiesa che non avevo mai notata.Per un senso di dovere verso la città vi entrai,ma è mia abitudine intrufolarmi in qualunque chiesa.Era il primo pomeriggio e fui stupito da un gruppo di signore vestite da domestiche che facevano la spola tra altari e sacrestia;immediatamente mi venne:'...nella stanza le donne vanno e vengono parlando di Michelangelo...'che appartiene a T.S.Eliot.Vi portavano candelabri e carta gloria affumicati e ne tornavano radiose con gli oggetti splendenti come fiumi amazzonici sotto la luna.Non mi era mai capitato in alcuna chiesa di Paris di notare tanta animazione;ce n'erano che spazzavano,che portavano vasi colmi di fiori bianchi e ancora che rivestivano i crocefissi con rombi di tessuto viola(o forse erano quadrati che sembravano rombi perchè collocati in diagonale).C'era qualcosa di familiare,molto e tuttavia perduto;dovetti fare con enorme sforzo come un salto mortale all'indietro per recuperare la mia sepolta giovinezza,la mia diuturna frequentazione di chiese,di preti insinuanti( che mi prendevano la mano tra le loro dandomi consigli etico-sanitari sui pericoli della cecità da masturbazione),di suore canterine che mi apprendevano cori sacri,di pie donne e beghine che mi raccontavano in italiano demotico le storie dei vangeli:tutto svanito come quei fiori primaverili che si mettono nel libro durante una passeggiata e dopo decenni hanno lasciato solo un alone marrone tra le pagine.Le mie chiese,i luoghi di gran lunga più piacevoli dove di tanto in tanto spiavo delle belle ragazze inginocchate a mani giunte che mai avrebbero dato un bacio carnale a chicchessia,dove di tanto in tanto sognavo regolarmente lunghissime visite nella penombra di fine pomeriggio assaporando il più succoso dei raccoglimenti presso l'altare del Sacramento rilucente gelido d'argento al lucignolo di una sparuta lucerna rossa.Le mie chiese cattoliche sono sempre state per me il luogo rassicurante dove iniziare un approccio con qualunque Paese straniero il più scostante,senza rivali i luoghi più gradevoli,i rifugi per scampare alle sozzure della città,i più riservati,i più furtivi,ideali per un primo appuntamento con una ragazza timida e timorosa,dove nascondersi nei confessionali tirando la tendina per potersi sentire intangibili in una torre d'avorio.Tutto ciò mi tornava adesso alla mente come ricordo perchè da tempo le chiese sono state abbandonate e i loro portali hanno l'aria di stanchi sbadigli tra labbra semichiuse.Pensare che avevo l'abitudine di infilarmi nei capitoli per godermi la recita in cadenza gregoriana delle orazioni della sera scandite su un immenso tomo meidevale che stava lì sull'alto leggio di quercia con i quadrati rossi delle note senza che a qualcuno passasse per la testa di rubarlo per far soldi:nessun prete mi ha mai cacciato.In quel preciso momento di quel preciso giorno stavo recuperando in una chiesa francese un pezzo di vita anteriore italiana.A Paris,le chiese sono deserte da molto tempo prima che in Sicilia mi stavo dicendo:c'è qualcosa che non torna e con tale decisione mi accostai ad un'elegante signora con guanti di gomma e grembiule da cameriera chiedendo spiegazioni.Mi sorrise con aria disincantata:questa è S.Nicolas du Chardonnet.E allora?Ma è la chiese di mons.Lefevre!Mi sarei convertito a quell'osservanza ultramontana ma dovetti venire fuori nel mondo reale e me ne andai 'per un secreto calle'(che poi è la r.de la montaigne Ste. Genevieve) a St.Etienne du Mont. che tra tutte è forse la mia più amata di Paris;sarà per il triplice frontone di gusto italico,sarà per il jubè unico in Paris,sarà per le suggestioni storiche del luogo,poco importa,è così.
Che delusione,non un'anima vivente,gli altari di tutti i giorni trascurati e vagamente polverosi,l'indifferenza regnava sovrana.Disperato mi precipitai in sacrestia e vidi un prete di spalle che avanzava in direzione opposta:mon père.Nulla.mon père!Nulla.Alzai la voce senza miglior risultato.Gli andai accanto e lo sfiorai.Saltò su vivamente spaventato:era completamente sordo e perdippiù qualcosa come birmano,thai o comunque indocinese.Ero sossopra.Ma come non avete coperto i crocefissi,non avete messo fiori,non avete lucidato? Neanche un piattino di grano germogliato al buio? Sospirò,questa è una chiesa molto povera e proseguì avanti e indietro col suo breviario tra le mani.
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