Dobbiamo un gallo ad Asclepio.

mercoledì 28 marzo 2012

IL VANTAGGIO DI SCEGLIERSI I MAESTRI E LO SVANTAGGIO DI NON SCEGLIERE I DISCEPOLI

Alcibiade scelse Socrate ma non fu il contrario. Era ricco,bello,intelligente,scaltro e del tutto immorale. Il suo maestro poteva insegnargli a distinguere il bene dal male ma non poteva imporgli l'etica. Era un uomo talmente discusso ad Atene che un bel giorno risolse di tagliare la coda del suo magnifico cane ('così gli Ateniesi avranno un argomento di pettegolezzi diverso dalla mia persona'). Data la sua posizione riuscì a subentrare al morto Pericle e la città gli affidò il comando della sfortunata spedizione militare contro Siracusa che si risolse in una catastrofe e fu l'inizio della fine di Atene. Sulla via del ritorno venne informato di essere stato condannato a morte sicchè decise di riparare a Sparta commettendo alto tradimento, tuttavia riusci poi a riconciliarsi e rientrare ma si fece coinvolgere in un altro affare militare in cui perse la vita. Per dirla tutta, a me di Alcibiade non importa un fico-secco. Mi importa,invece, di Socrate che aveva scoperto il principio della definizione, quello dell'inefficacia della conoscenza, l'idea di psiche e in particolare l'arte del ragionamento astratto su cui si fonda l'intera civilta occidentale. Naturalmente sul piano politico Socrate era un perfetto sciocco, si beava di radunare intorno a sè capannelli di giovani entusiasti delle sue dimostrazioni del procedimento del pensare la cui sostanza ci è stata tramandata da Platone. Non si preoccupava affatto, Socrate, che la sua arte gli era già stata rubata dai sofisti che dimostravano ai gonzi qualsiasi sciocchezza ed erano considerati pericolosi agitatori dai reggitori della città. Socrate fu accusato di corrompere i giovani in questo senso: di montarli con ragionamenti falsi contro i governanti, contemporaneamente di essere ateo; tali accuse non potevano essere disgiunte perchè le LEGGI erano considerate sacre in Atene. Socrate rifiutò di farsi difendere dal celebre Lisia, volle farlo da solo, ma in sostanza non voleva difendersi ( gli sarebbe stato facile,infatti le sue ultime parole furono lo scioglimento di un voto affidato a Critone). Il suo processo,però,aveva un fondamento assolutamente veridico per una città come Atene: egli era stato il maestro di Alcibiade ed era responsabile del suo allievo (anche se ciò non poteva essere formulato come accusa). Socrate avrebbe potuto sfuggire all'esecuzione se avesse accettato l'esilio, ma si rifiutò perchè essendo un uomo integgerrimo ed un integgerrimo cittadino aveva da inviare un messaggio e lasciare un testamento. Questa eredità che nessuno di quelli come me ha dimenticato dopo XXV secoli è che bisogna accettare in ogni caso la LEGGE che è l'ordinamento che ci rende degni della qualifica di civili, insieme al rispetto di chi la rende operante, cioè i MAGISTRATI. Questo dopo tanti secoli rimane come vituperio a memoria futura del berlusconismo. Le ultime parole di Socrate rivolte a Critone furono : 'Dobbiamo un gallo ad Asclepio' ; dopo aver bevuto il veleno, solo dopo, dichiarò la sua fede alla divinità e la necessità di mantenere un voto. Non è per caso che queste parole sono la mia divisa di uomo e di cittadino.

giovedì 22 marzo 2012

L'IMPOSSIBILE QUADRATURA DEL CERCHIO DELL'ECONOMIA LIBERISTA

La storia non è una scienza esatta o forse una scienza del tutto,non solo ma un mucchio di gente ha interesse a falsificarne i documenti,quelli stessi che controllano  governi , media e affermano e garantiscono ideologie fasulle dimostrando che quelle altrui sono crollate miseramente e fallite com'è  sotto gli occhi di tutti. L'ultima grande manovra di falsificazione generale della storia è stata operata da U.K. e USA a partire dagli anni 1980 con le elezioni della Thatcher e di Reagan a profeti e apostoli del LIBERISMO ASSOLUTO,durate fin verso gli anni 1990. Il loro TEOREMA primo era : QUANTO MENO STATO POSSIBILE NELLA GESTIONE DELL'ECONOMIA NAZIONALE,TANTO MEGLIO ; con i corollari : SMANTELLAMENTO DELLO STATO SOCIALE, ELIMINAZIONE DI OGNI CONTROLLO E VINCOLO ALLE IMPRESE,SPOSTAMENTO DELLE RISORSE AI SETTORI MILITARE E COMMERCALE, PRIVATIZZAZIONI AD HOC, TAGLI AI BILANCI DELLO STATO. La relativa dottrina predicava che tali misure avrebbero determinato il BOOM e l'abbondanza. Gli effetti del reagano-thatcherismo cominciarono a farsi sentire dal 1997  con le crisi economiche del Sud-Est Asiatico,della Russia e Brasile ('98), quindi della Turchia,Argentina e nuovamente Brasile,ma in sostanza erano gli USA nell'occhio del ciclone,infatti nel 2001 si verificò l'esplosione della New-Economy con il crack di due colossi : ENRON e WORLD.com e di gruppi più piccoli come Ksmart e Global Crossing. Il crack ENRON ammontò a 68 miliardi di dollari più 8oo milioni di dollari di Fondi Pensione (azzeramento della vecchiaia di circa 3.000 dipendenti della ditta e licenziamento di 5.000). Ma fino a questo punto il racconto è inefficace restando ignoto il meccanismo dei fatti. Dunque,i presupposti storico-tecnici sono i seguenti : agli inizi degli anni 1990 come risultato della dottrina reagniana (reaganomics) ,si verificò in USA una grave crisi di accumulazione nell'economia reale visto che essa aveva predicato il 'bengodi'  e tutti avevano speso più di quanto avevano guadagnato (ciò significa che nelle banche non venivano più depositati risparmi e questa è una classica contraddizione dell'economia capitalistica vista dalla critica marxiana),infatti senza risparmio viene meno il finanziamento alle imprese da parte delle banche stesse !  Come risolsero il problema i padroni dell'economia ? In un primo tempo ingaggiarono i migliori cervelli del 'management',quelli che si erano laureati nelle massime università mondiali,i geni della finanza (tipo Marchionne ),li pagarono in parte con stock-option (fatto basilare) e gli chiesero di falsificare i BILANCI (con uno scopo ben preciso). I Manager provvidero come segue : per esempio contabilizzando nell'esercizio in corso profitti previsti per quello seguente o segnarono come investimenti i costi di esercizio come salari,manutenzioni e ammortamenti ; in tal modo le Aziende si vennero a trovare (falsamente) con Bilanci floridissimi ed in situazione di forte crescita e ciò era garantito da Agenzie Internazionali di certificazione dei Bilanci stessi che erano state preventivamente cointeressate agli utili delle Aziende. L'effetto fu una crescita a dismisura del valore delle Azioni cioè dei guadagni dei possessori dei pacchetti azionari(cioè dei consiglieri d'amministrazione) ,dei manager  che erano pagati in stock-option  e della Agenzie di Certificazione che erano cointeressate. Poichè questi enti che controllano l'impresa conoscevano la verità dei fatti,il gioco consisteva nel disfarsi delle azioni al momento opportuno,cioè prima che si verificasse l'inevitabile crack,lasciando il fiammifero acceso tra le dita della massa dei piccoli azionisti ignari della truffa. In tal modo centinaia di migliai di persone vennero buttate sul lastrico e per l'ennesima volta fu chiaro che il LIBERISMO è il reame della truffa legalizzata e dell'aggiotaggio,del conflitto d'interessi,dei programmi a breve termine e dell'irrazionalità contrabbandata per pragmatismo,al potere. Essendo l'Italia il Paese più ignorante del pianeta assieme al Ruanda e al Burundi,nessuno si interessò di questi fatti, e nel 1994 Berlusconi vinse le elezioni ed applicò all'Italia i reaganomics con 15 anni di ritardo, senza che un solo Italiano fosse al corrente del loro risultato già conclamato. Inoltre c'è un'altra piccolissima differenza tra l'Italia berlusconiana e gli USA : appena si verificò il disastro dell'economia reaganiana gli USA Nello stesso anno invasero l'Afghanistan e poco dopo l'Iraq impadronendosi di tutte le loro risorse e rimettendosi in sella, ma noi ? Chi vogliamo depredare ?

mercoledì 14 marzo 2012

TRA BALZAC E ROSSINI A PASSY, RUE VISCONTI E LA RUE FORTUNEE

Ho nutrito tale un'avversione per Rodin da essermi fonte di appassionati scontri francesi, posto che la sua mole è ingombrante. Il museo sta in uno degli angoli del quadrilatero formato dal palais de Bourbon, dal musée d'Orsay e dall'incrocio Varenne/St.Germain (Blvd., quest'ultimo, che lo taglia diagonalmente) ; il luogo è piacevole e ci trovai perfino qualcosa in art-nouveau che non era male; chissà perchè gli indirizzi attuali lo deludevano. I miei sentimenti nascevano dall'ammirazione generale cui contrapponevo un giudizio di incongruo ammiratore di Michelangelo in un'epoca di rinnovamento rivoluzionario tra impressionismo e art-nouveau ; ai miei occhi era responsabile degli zombies che si aggirano imperterriti nei cimiteri delle accademie. Le sue figure pretenziose e vuote, reboanti e goffe. Alle mie opinioni estetiche si aggiungevano fatti di vita.  Il legame distruttivo che intrattenne con Camille, sorella di Paul Claudel, scultrice e ammiratrice di cui si fece amante, che per meschina gelosia squalificò e disistimò fino a farla impazzire e finire i suoi giorni in manicomio e, il mio casuale incontro col violoncellista Paul Tortelier che dopo avermi gratificato del suo interesse mi consigliò di leggere le memorie di  Rodin suo livre-de-chevet da cui estraeva distillati di saggezza, sicchè la sera del concerto quando eseguì come bis una sua composizione mi sentii giustificato nello squalificarlo. Peggio quando scoprii che lo strano oggetto collocato all'incrocio Raspail-Montparnasse era il monumento a Balzac di Rodin ; una palla su una palandrana informe come un birillo obeso; la vista mi si annebbiò e dovetti andare a distendermi all'hotel Lutetia dove la squisitezza dei camerieri mi rinfrancò alquanto. Nel tentativo di distruggere anche Balzac, Rodin non era riuscito visto che la statua gli venne rifiutata dalla ' Société de gens de Lettres ' che gliela aveva commissionata e che era stata fondata dallo stesso Balzac con Hugo, Dumas e George Sand. La vita di Balzac non fu oppressa da meschinerie gelose ma da torme di creditori. La decisione di aprire una tipografia in rue Visconti nacque nell'intento di rimborsare i debiti di un precedente fallimento. La rue Visconti è una stradina stretta e breve dove nessuno andrebbe, si da il caso che prima di Balzac ci avessero abitato Racine e Delacroix (ci sono le targhe). Nel 1826 Balzac affittò i numero 17-19  di un immobile luminoso e senza pretese con i magazzini a piano terra e l'appartamento al primo; tale edificio è tuttora in ottime condizioni. Dal punto di vista logistico la scelta era ottima perchè la strada sbocca sia in rue des Beaux Arts che in rue Jacob e sta tra  rue Bonaparte e rue de Seine . Il primo lavoro fu il foglietto illustrativo delle : ' Pilules  antiglaireuses de longue vie en grains de vie de Cure, pharmacien rue St.Antoine'. Alla fine del '26 la perdita era di 90.000 franchi. Stampò qualsiasi cosa pur di riprendersi, compresa la III° edizione di 'Cinq Mars' di Vigny che nel 1850 lo descriverà : un giovanotto sporchissimo, magrissimo, chiacchierone che farfugliava facendo schiuma perchè gli mancavano tutti i denti superiori e salivava troppo. Balzac decise, allora, di fare società col fornitore di caratteri tipografici e acquistò una fonderia facendosi prestare 6.000 franchi da m.me de Berny (sua amante) che ne investì altri 9.000 anonimamente come accomandataria. Dato il disordine gestionale agi inizi del 1828 il proto Barbier si ritirò. Balzac allora fondò un'altra società per la fabbricazione dei caratteri. Intanto aveva firmato cambiali a destra e a manca , non riuscì più a pagare gli operai e temendo l'arresto andò a nascondersi sotto falso nome dalle parti dell' Observatoire. Di tale esperienza resterà una satira feroce di editori e librai nel magnifico 'Les illusions perdues'. In aprile la società si dissolse  ( lo stabilimento rilevato da un figlio di M.me de Berny diventò in breve uno dei maggiori di Paris con 90 operai). Nell'agosto '28 l'ex proto Barbier acquistò la tipografia  per 67.000 franchi e a Balzac restarono debiti per 60.000, in parte verso suoi parenti. A questo punto decise di mettersi a scrivere, per disperazione; progettò una  Storia Pittoresca di Francia che, però, comportava anni di preparazione della documentazione ; ridimensionò il progetto in una storia della guerra degli Chouans. Chiese asilo al gen.de Pommereul e si trasferì a Fougéres. Lì stenderà il primo dei suoi romanzi del vasto ciclo della 'Comédie Humaine', 'Les Chouans', il cui disegno non era stato ancora formulato. Nel '33 ricevette la lettera di una polacca che si firmava 'L'Etrangere' ; fu l'inizio di una folta corrispondenza  con la contessa Hanska , sposata con una figlia che incontrerà in Svizzera, Sassonia e Ucraina, che in seguito sarà pubblicata come : 'Lettres à l'étrangere'. Intanto scrive vari romanzi e pubblica la rivista 'Chronique de Paris' che sarà sospesa per disastro finanziario; l'aumento dei debiti non influisce nè sulla qualità nè sulla quantità della sua produzione. Verso il '35  delinea chiaramente il disegno di un grande affresco della sua epoca nel quale fare convergere unitariamente tutti i suoi romanzi, scrive 'Le père Goriot', storia di un disastro finanziario e sentimentale. Nel '38 fonda la menzionata 'Société des gens de lettres'. Nel '40 per sfuggire ai creditori si rifugia in rue Raynouard  dove resterà sette anni stendendo le opere maggiori. Tra il '47 e il '48 vive in Ucraina presso la Hanska che sposa. Si trasferiscono a Paris dove le acquista un hotel particulier  in rue Fortunée  (oggi, rue Balzac) nell'VIII° arr.,dove muore nel '50. Come possa aver fatto quell'acquisto ( perchè la 'capanna' di Passy non era adeguata alla contessa) rimane un mistero. Ma è questa 'capanna' l'oggetto del mio interesse e ci sono tornato più volte. Mi veniva facile dal quartiere del parc Monceau dove abitavo : linea 2 fino all' Etoile e linea 6 fino a Passy, stazione a mezza strada tra il buono e il cattivo 16° ; risalivo per Alboni fino a place Costa-Rica e inboccavo questa strada verso Sud in discesa, poco frequentata; a un tratto  gli immobili finivano ed iniziava una balaustrata a picco su un giardino più basso di non meno dieci metri; all'angolo dell'ultimo immobile, all'inizio della balaustrata un cancelletto di ferro immetteva in una scaletta sospesa che scende al giardino, una vasta spianata verde, alberata con siepi tra cui si intravede questo cottage a piano terra, ma se non si è avvisati non ci si fa caso. Come abbia fatto Balzac  a procurarsi questa meraviglia non so, ma ci vuole un informatore. Casetta semplice per il guardiano; ha ancora l'acquaio di pietra sotto la finestra e poche stanze, tra cui lo studio con il tavolo da lavoro ridicolmente piccolo su cui a stento c'è posto per i fogli, il calamaio, la cuccuma, la tazza oltre che per gli avambracci dello scrittore. Balzac si alzava a mezzanotte, lavorava fino alle 8 e dopo una rapida colazione continuava fino alle 17, dormiva 6 ore per notte, usando come carburante 'il fiume d'acqua nera' della cuccuma che è ancora là. Sistemazione per un fuggiasco, luogo ideale perchè ci si passa accanto senza acccorgersene  e completamente fuori città. Se un intruso avesse aperto il cancelletto di ferro il cigolio lo avrebbe scoperto e sarebbe scattato il piano d'emergenza costituito dalla sortita nella strada a valle che delimita la proprietà. Scesi per quella strada ed ebbi la sorpresa di trovarmi in campagna, una stradella basolata di pietre sconnesse che si chiama Berton, in fondo un 'flic', certamente figlio di contadini, mi salutò civilmente come usa in qualunque strada di campagna d'Europa, uno che non si sarebbe accorto della mia esistenza al Fbg. St. Honorè ; dopo l'incrocio viene la via Proust, mi meravigliai dell'ingratitudine della municipalità parigina; da lì tornai a Passy e mi sovvenni che Rossini ci aveva vissuto in via Ingres n.1 che costeggia i giardini del Ranelagh dove fu tenuto il primo concerto pubblico di musica  ad imitazione dell'Inghilterra. Questi giardini hanno forma di triangolo la cui base guarda il Bois de Boulogne che sta fuori dei limiti cittadini ; un pò dietro questa base è situato il musée Marmottan dove galleggiano in eterno le ninfee di Monet; la via di Rossini è il lato sud del triangolo. A sud-ovest  da lì c'è una piazza di quartiere molto verde  e poco frequentata dedicata a Rodin; al centro è posta una statua dello scultore assai nota : 'L'age d'airain' troppo piccola rispetto allo spazio in cui è collocata, dà l'impressione della meschineria; lo interpretai come un contrappasso, ma il pensiero mi riportò alla rue Proust che è ingiusta immeritatamente. Rossini nel 1829 a 37 anni era celebre e ricco, all'acme della carriera: decise di finirla e poichè abitava già a Paris dal '23 si costruì una villa a Passy: Beau Sejour, con jardin-potager per le necessità della sua cucina. Da quel momento si dedicò quasi esclusivamente alla buona cucina ed al ben mangiare, fu l'anno del Guglielmo Tell che col tempo divenne un classico, nella sua singolarità Rossini l'aveva anche finita con l'opera buffa che lo aveva reso famoso. Quì comincia il 'silenzio' ; nel '31 ebbe un esaurimento nervoso per la rottura con la Colbran che Olympie sostituì. In realtà non abbandonò la composizione  perchè scrisse le 'soirées musicales' ed un numero di composizioni varie che intitolò 'Péchés de vieillesse'. Nel '63 compose per una signora parigina quella straordinaria e singolarissima opera  che è la 'Petite Messe solennelle' , una rivoluzione timbrica che scavalca il romanticismo mentre la critica lo aveva archiviato come retrogrado. A Paris aveva anche un appartamento di città alla Chaussée d'Antin di fronte al cui portone  mangiai un'omelette aux fines herbes in attesa di una mia amica. Anni dopo sempre attratto dalla singolarità di Balzac che seduceva contesse, farfugliando e schiumando, tornai alla 'capanna' di Passy . Non c'era più la guida compassata, severa e professionale di un tempo, ma un giovanotto variopinto e loquace che mi dichiarò la sua passione per l'Italia  e mi nominò i suoi amici romani (frequentava la buona società della capitale) dovetti arrampicarmi sugli specchi esigui della 'capanna' per sottrarmi ad un appuntamento, ma mi disse e mi mostrò cose che non sapevo.

domenica 11 marzo 2012

PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA

I sondaggi demoscopici dicono che un 45%  degli elettori si dichiara intenzionato a non votare. Ciò equivale ad una rinuncia alla democrazia cioè alla propensione alla dittatura. I motivi di una simile,libera attitudine si possono tutti compendiare in una sola parola : IGNORANZA, di cui l'assenza di memoria è ingrediente fondamentale,tenuto conto che tutti gli organi che decidono il come dell'amministrazione dello Stato vengono eletti dai cittadini ; non votare implica la DECISIONE di delegare a chi lo vuole l'organizzazione delle direttive di amministrazione. Se guardiamo la nostra storia preunitaria il voto non esisteva ; il Regno fu costituito con plebisciti regionali,cioè con manifestazioni di entusiasmo prive di indicazioni politiche e su questa base fu chiaro che il voto andava alle piccolissime elites regionali decisive per il successo dell'idea nazionale di cui i Savoia si erano fatti alfieri. 200.000 votanti per censo ! Il Parlamento venne costituito con notabili locali ignorantissimi ma con idee chiare circa il mantenimento dei loro privilegi. Tutta la politica consistette nel tradimento delle attese di Riforma Agraria (che aveva motivato l'entusiasmo popolare per l'Unità),non essendoci nel Paese altre attività economiche di rilievo ; e nello sforzo del nuovo Paese di entrare a gomitate tra le Potenze Europee che,per fortuna non eran molte ; dopo Regno,Unito,Francia,Austria e Russia c'era spazio essendo gli altri paesi piuttosto piccoli o troppo decaduti. Nel 1912 il diritto di voto venne esteso a tutti i maschi (le donne erano ancora considerate idiote) e questa massa di geni entrò immediatamente in una guerra rovinosa che fece aumentare la fame a dismisura. La fame provoca tumulti e questi la dittatura. Il voto fu eliminato per più di 20 anni ed il gruppetto di quelli che comandavano senza il popolo,decise immediatamente un'altra guerra più rovinosa della precedente. La conclusione fu che la fame era tale da rendere necessaria la collaborazione del popolo per creare un minimo di benessere : il voto fu concesso perfino alle donne perchè dovevano lavorare anche loro e partecipare alla ricostruzione. Questa volta,però,il popolo pretendeva di partecipare alle decisioni politiche, allora i padroni lo fecero scomunicare dal Vaticano che provvide immediatamente a mettere fuori dal Paradiso tutti i Comunisti. Per soprammercato i ricchi tentarono (dal 1946 in avanti ) una serie di colpi di Stato per eliminare il popolo dalle decisioni politiche senza,però,riuscirci mai con le cattive. Ci riuscirono,invece, con le buone nel 1994. Berlusconi espose subito il suo programma : COLPO GROSSO , DRIVE-IN , AI COMUNISTI CI PENSO IO, VOI MANGIATE,FATE SESSO E DIVERTITEVI . Programma allettante e valido per i 20 anni necessari a dilapidare il benessere costruito con sudore della fronte e sangue nei 45 anni precedenti dal popolo. Il mantra dei tirapiedi di Berlusconi era : LASCIATECI LAVORARE . E lavorarono tanto bene che Berlusconi diventò uno degli uomini più ricchi del pianeta, e tutti i suoi amici si sistemarono (si sistemò anche un certo numero di puttane e di ladri). Alla fine dell'esperienza fu chiaro a tutti che votare non serviva a niente perchè tanto ci pensava Berlusconi e se per caso il popolo esprimeva una volontà con il referendum essa non veniva rispettata. La filosofia della dittatura morbida mediatico-capitalistica è semplice e di origine romano-imperiale : panem et circenses. Non abbiamo progredito molto in XX secoli. Se Berlusconi ultimamente ha fallito è solo perchè è un autentico cretino circondato di individui che gli somigliano come gocce d'acqua. Monti non farebbe mai una fine del genere perchè è uno che ha studiato, non commette errori di grammatica ed è circondato da suoi simili. L'idea che è completamente inutile andare a votare è l'ultima e la più importante eredità lasciataci da Berlusconi : LASCIATEMI LAVORARE, CI PENSO IO. Si è reso garante dell'eliminazione dei COMUNISTI con la mallevadoria del VATICANO.

sabato 10 marzo 2012

IL PROCURATORE IACOVIELLO CHIEDE LA CASSAZIONE DELLA SENTENZA

' IL CONCORSO ESTERNO E' ORMAI DIVENTATO UN REATO AUTONOMO,UN REATO INDEFINITO AL QUALE ORMAI NON CI CREDE PIU' NESSUNO'. Dichiarazione che unisce perentorietà e inevitabilità al di là di ogni ragionevole dubbio la cui assenza è, però, uno dei motivi della sua formulazione. E' stata fatta dal proc. Iacoviello ai Giudici del processo per Cassazione,  Dell'Utri . Data la sede essa ha un'importanza smisurata innanzitutto perchè  il principio del 'ragionevole dubbio' viene contradetto in termini. L'intera espressione del pensiero del Procuratore presenta aspetti oscurissimi. L'aggettivo AUTONOMO si riferisce esclusivamente a ciò che è in grado di reggersi da sè (la persona lo è per antonomasia,se non lo è viene dichiarata incapace ). Il Procuratore dichiara che quel reato  è anche INDEFINITO ma se lo fosse gli mancherebbe la ratio per essere AUTONOMO. Si da il caso che sulla base delle sue stesse affermazioni contraddittorie il Procuratore concluda  che a quel reato non ci creda più nessuno . Per forza ! Ma dove il Procuratore ha dimostrato  che AUTONOMO e INDEFINITO siano le indiscutibili categorie definitorie del reato di cui parla ? Magari sarà verissimo ma il Procuratore non ne ha fornito le prove  e tuttavia è proprio in base  all'insufficienza di esse che egli chiede la cassazione. E la ottiene malgrado il conclusivo errore di grammatica che attiene al Diritto della lingua.

martedì 6 marzo 2012

PER FARLA FINITA UNA BUONA VOLTA CON LA VAL DI SUSA

La tecnologia TGV  è francese,nasce dalla riflessione che il volo non è conveniente su medie distanze, per esempio sulla tratta Roma-Palermo che è di circa km.1.000 (più breve con linea TAV e ponte di Messina),tempo occorrente : ore 3,20. Lo stesso per via aerea : ore 1 da terminal ad aeroporto,ore 1 di anticipo per controlli e imbarco,ore 1 di volo, min.15 per recupero bagagli,ore 1 da aeroporto a terminal per un totale di ore 4,15,senza contare attese di bus e treni,eventuali ingorghi e perdita dei bagagli. Al conto bisogna aggiungere che i bagali vanno maneggiati un minimo di 6 volte e che non è possibile trasporto merci, in particolare derrate agricole deperibili. Noi italiani non siamo portati alla riflessione nè ad investire nella ricerca ( 'con la cultura non si mangia' è il celebre aforisma dell'ottobre 2010 del luminare economico del governo presieduto dal massimo statista degli ultimi 150 anni ) ; perciò non possediamo alta tecnologia,nè coordinamento organizzativo,e per conseguenza efficacia ; l'unica immagine che nasce in noi se pensiamo : OPERA PUBBLICA è illustrata icasticamente dalla registrazione della conversazione di due imprenditori che sghignazzavano,salivavano e si stropicciavano le mani al pensiero del loro lucro causato dal sisma che stava distruggendo l'Aquila. I Francesi si posero un problema reale con buon senso e capacità operativa,ci lavorarono per offrire al Paese una importante evoluzione del sistema dei trasporti,ma il loro obiettivo fondamentale non era : come depredare lo Stato. Intorno al 1970 cominciarono a lavorare intorno al progetto di un locomotore a combustione interna capace di trainare un convoglio a 3oo/kmh.di media. Nel 1972 la macchina era pronta. Nel 1973 si verificò lo choc petrolifero mondiale ed i Francesi ritennero fosse di migliore buon senso accantonare quel progetto ; ripartirono da zero su un nuovo progetto a trazione elettrica comportante nuovi problemi : peso,trolley,linea elettrica e centrali di alimentazione. Nuovo progetto approntato e adottato dal governo che propose alla SNCF ( le ferrovie francesi) la realizzazione della tratta Paris/Lyon di 460/km,rivoluzionaria, esigendo nessuna pendenza nè curva. Questo progetto comportava anche la soluzione di tuttti i problemi amministrativi relativi a : impatto ambientale ,espropri,tunnel,linea elettrica,posa dei binari dopo l'ottenimento dell'approvazione dei Dipartimenti e del Parlamento che avrebbe dovuto approntare i finanziamenti. Nel 1978 due prototipi di treno erano pronti,entro il 1980 vennero risolti gli ultimi problemi di stabilità ; i convogli in entrambe le versioni furono provati ciascuno per 1 milione di km.,la strada ferrata era pronta. Nel 1981 fu consegnato alla SNCF il primo treno in servizio e il 22.9.1981 Mitterand inaugurò la linea. Qualche mese dopo presi un biglietto Paris/Chalon : c'era segnato il numero della piattaforma d'imbarco ; il mio vagone si fermò precisamente davanti a me e percorsi un paio di metri per trovare il mio posto prenotato. Da allora il TGV ha invaso l'Europa. Vale la pena sottolineare i seguenti aspetti : avvertire l'esistenza di un problema ,ipotizzarne la soluzione,possedere l'efficienza progettuale,industriale,politica,finanziaria e amministrativa,non cadere nella corruzione. Per mettere in atto quanto sopra i Francesi hanno impiegato partendo dall'ipotesi poniamo del 1969 e giungendo alla pubblica fruizione nel 1981 ,meno di 12 anni. Probabilmente la Francia ha recuperato l'investimento non solo con la gestione e vendendo all'Estero il brevetto, ma con un miglioramento sostanziale della propria produttività nazionale. Per quanto riguarda il progetto italiano del 1991 di una semplice strada ferrata da Torino al confine francese (in tutto km 57 se ho ben capito) ,non era necessaria alcuna intelligenza,bastava avere la dote imitativa delle scimmie. Bene da allora sono passati 20 anni e c'è stato tempo per vari scandali finanziari fin dai tempi del ministro Signorile,senza che sia mai stato avvitato un bullone su una traversina. Mentre la Francia è solcata in tutti i sensi e da un capo all'altro dal TGV,noi,che abbiamo papi infallibili,madonne ammonitrici,primi minitri i migliori degli ultimi 150 annie tante altre cose geniali,noi, dobbiamo ancora decidere se sia il caso o no di dare inizio ad una guerra civile per 57 km distrada ferrata che nessun occhio umano mai disturberà essendo tutta in tunnel e che utilizza il frutto del cervello altrui visto che non ne abbiamo di nostro. Nessun Italiano ha riflettuto che questo progetto nasce da un accordo internazionale e che è ben possibile che dall'altro lato i lavori siano stati ultimati e la spesa inutilizzata,ciò che indubbiamente aumenterà il ns.prestigio e la ns.affidabilità internazionali. Il livello di coscienza culturale dei Valsusini era icasticamente esposto iersera allo spettacolo 'L'Infedele' sottoforma di un manifesto portato da una delegazione di valligiani presente  ; si vedeva una locomotiva e c'era scritto a caratteri cubitali : STOP THAT TRAIN. Costoro non sono neanche capaci di protestare nella lingua della madre loro.

giovedì 1 marzo 2012

L'ORIGINE DEL MONDO

E' noto che la cultura antica e quella popolare considerano l'arte illustrazione della natura; l'illuminismo andò oltre e ne vide la relazione con l'educazione. Platone escluse dalla repubblica i poeti perchè non promuovono la ragione e Rousseau chiedeva la chiusura dei teatri che eccitano i temperamenti peggiori. Cervelli tra i più celebrati pensarono che l'arte dovesse essere subordinata a qualcosa di pratico. In tempi molto più recenti abbiamo dato addosso al romanticismo per motivi molto simili a quelli di Platone, però esso ci ha lasciato la grande eredità dell'autonomia integrale dell'arte. La prima conseguenza è l'abolizione della censura perchè essa, l'arte, non ha relazione con la materia che tratta. 'L'origine del mondo' di G.Courbet non è l'illustrazione ravvicinata dei genitali di una donna, ma altro...