Dobbiamo un gallo ad Asclepio.
giovedì 1 marzo 2012
THE LODGE AND THE CASTLE
Non ricordo l'anno della mia conoscenza di Giulia ('88/'90). Era fine primavera e lei in viaggio con i figli : temperamenti diversi ; F... un pò sprezzante con un tratto snobistico fuori luogo ; tutto ciò che riuscii a strapparle fu il romanzo preferito che occasionalmente era anche il mio in inglese (The Catcher).15 anni dopo pubblicò qualcosa sulla politica culturale USA durante la guerra fredda , argomento interessante ma qui fuori tema. A..., di poco più giovane, covava un fuoco interno di vulcano, estroverso come la madre mi mise a parte dei suoi piani : entrare in banca, scalarne i livelli fino alla vetta e da lì distruggere il fratello di sua madre ; mentre sobbalzavo lo giudicavo velleitario, avendomi informato che lo zio era ben impiantato ai vertici della Barclays ; ma ero destinato a più ampi ragguagli da lei, minuta e vivace con l'aria lievemente concitata di quella che sta per recarsi dal suo parrucchiere. A colazione, stava al mio fianco, mormorai a mia figlia di tenersi dritta certo che gli inglesi non mi avrebbero inteso, invece lei dichiarò che le era sembrato di sentire suo padre per cui si era istintivamente irrigidita. Sembrava uscita, chessò, dal Romanzo Siciliano della Radcliffe ; aveva bisogno di esternare storie di famiglia e la sua famiglia nella storia, era presa nell'ingranaggio. Atmosfere di sospetto, macchinazioni, fatti straordinari, innominabili, immersi in un ordine relazionale di ipocrisie, conditi con soppressioni mascherate da incidenti con avvelenamenti sullo sfondo di un ferreo contesto di diseredazioni da fidecommesso di cui lei era la testimonianza vivente. Con i miei ci davamo l'occhio diagonalmente (solo mia sorella non si stupiva avendo avuto diritto a precedenti lugubri confidenze) mentre lei dipanava episodi ingarbugliati disegnando una vita divisa in periodi molto caratterizzati : l'infanzia felice e la giovinezza col titolo di 'Sua Signoria' (oggi è 'honourable') ; al caffè tirò fuori una busta di ritagli in cui veniva segnalata alle regate sul Tamigi, a Glyndebourne, ad Ascot, 'lady in attendance' nel Court Circular ; giornali indiani e indonesiani riferivano le sue visite ufficiali presso rajà e sultani , la sua presenza era stata notata ad importanti cerimonie funebri e ai balli della season. Poi il periodo matrimoniale col milionario polacco S... che le aveva fatto i due figli e poi l'aveva piantata senza alimenti in base ad una clausola illegibile del contratto prematrimoniale. Ma la parte più triste iniziava dalla morte del padre che comportò l'applicazione della 'legge', poichè il Regno Unito è una monarchia che noi italiani idoleggiamo a torto come l'idea archetipa di ogni democrazia. Queste orrende circostanze illustrate a dei poveri Siciliani che potevano avere notizie sugli affari di mafia, che al cospetto sembravano aneddoti da oratorio, ci gelarono il sangue provocando scetticismo sulla salute della graziosa ospite. Dovetti documentarmi su usi e costumi del popolo pittoresco che vive nelle Isole Britanniche come nel Rinascimento italiano, ed ebbi conferma che il riferito da Giulia era perfettamente plausibile data la famiglia. Tutto al primogenito titoli e beni, e di questo lei non aveva avuto alcun sentore prima vivendo spensieratamente ; i doveri paterni si condensavano nell'educazione e nell'accasamento ed erano stati perfettamente assolti ; se lei non era stata capace di tenersi il marito, colpa sua. Anche a Diana Spencer era capitato, rifiutandosi di capire il funzionamento del matromonio aristocratico. Le foto che la ritraevano ragazza con i familiari sul green davanti casa avevano per sfondo un castello imponente che poi riconobbi in un film di James Bond. L'altra menda nella storia famigliare risaliva al Rinascimento : erano rimasti cattolici (da cui il nome Giulia) dopo l'Atto di Supremazia del 1534 : da quì conflitto con la Corona. C'era anche la storia di una tipografia clandestina che distribuiva libelli cattolici istallata nelle viscere del castello dell'Oxfordshire. Erano stati esclusi dagli Uffici Pubblici, mantenendo, però, titoli e patrimonio, non essendosi mai compromessi in cospirazioni in favore degli Stuart. Hanno recuperato il diritto ai Pubblici Uffici in tempi recenti. Seduta stante l'odiato zio e fratello fu nominato lord ciambellano da Elisabetta II° giusto per acuire le frustrazioni di suo figlio. Lei, invece, non ha ottenuto alcun perdono per il peccato di esser donna e si è dovuta acconciare a convertire il suo appartamento londinese in un lodge in cui una della mie nipoti ha soggiornato . Il famoso fratello ha scalato tutti i livelli del potere finanziario, oltre ad una poltrona dai Rothschild (quelli che ottenevano promesse da Balfour) ne ottenne un'altra come consigliere finanziario del Vaticano. Circa la supposta pseudologia di Giulia ho dimostrato che era un'illazione. L'altra sera dalla Bignardi c'era la scrittrice Agnello-Hornby autosradicatasi da Palermo oltre 40 anni fa per vocazione e poi istallatasi in UK per matrimonio ; vi è cittadina, giudice, ha uno studio legale ed è professore universitario. Questa signora può fare il paio con Giulia poichè la Sicilia ha tradizioni assai simili ; raccontò la proprio discendenza da cui non potè essere esclusa solo perchè la famiglia si estingue con lei, altrimenti l'istituto del fidecommesso (che è stato abolito con l'Unità d'Italia) le sarebbe stato applicato per consuetudine ricorrendo a strumenti illegali. Della forza di radicamento di una cultura se ne rende conto uno che vi appartiene, infatti la signora Agnello che è vissuta solo per i primi 20 anni in Sicilia e per i successivi 40 all'estero, ridiviene un'autentica siciliana se solo pensa a quella terra o se vi rimette piede : si tratta di qualcosa di più appiccicoso dell'ATTAK. Il mio testimone per eccellenza, comunque,rimane Michele Palmieri Miccichè che nel I° quarto del XIX° sec. subì a Palermo le stesse deprivazioni di Giulia, come cadetto, e le riferì in una specie di autobiografia pubblicata da Levasseur a Paris (1836) : ' Moeurs de la cour et des peuples des Deux Siciles'. Il palazzo di famiglia malandato è sempre lì, accanto al cosidetto 'Teatro del sole' a Palermo, alcuni balconi e finestre ne fanno parte integrante. Michele era un giovane insofferente della crudele e bizzarra severità paterna al punto di essere rinchiuso per punizione nella 'Real Casa dei Matti' per aver scavalcato il balcone infrangendo il divieto di uscita notturna. Naturalmente il padre non gli lasciò un tarì, una mezza piastra e neanche un carlino, tuttavia obbligò il suo erede universale a versargli un magro vitalizio da togliersi sull'immenso patrimonio in terre e immobili ; Michele riceveva puntualmente alla scadenza una lettera del fratello che lamentando l'aridità, le cavallette, l'afta e la morosità dei gabellotti si scusava di non potergli rimettere il dovuto. Infatti la magnanimità costituita sull'ingiustizia genera un'avidità insaziabile. Michele fu costretto a trasferirsi a Paris per sopravvivere ; si era dato il caso che uno dei suoi amici fosse diventato re di Francia. Luigi Filippo faceva parte degli émigrés, designazione dei fuggitivi all'estero sotto la Rivoluzione ; era finito a Palermo dove aveva parenti essendo la regina sorella di Maria Antonietta, ciò gli consentiva di mangiare alla tavola di Maria Carolina che, però, lo odiava essendo lui il figlio di quel Philippe Egalitè, primo cugino di suo cognato, che aveva dato il voto decisivo per la sua decapitazione e, per conseguenza, per quella di sua sorella. Luigi se la passava discretamente presso le famiglie palermitane (tra cui quella di Michele) e dando lezioni di storia e matematica nelle scuole In tali condizioni il parito migliore per lui era chiedere la mano di Maria Amelia, che ottenne riuscendo a superare l'avversione della zia. L'italiana Marie Amelie me la ritrovai troneggiante ed inespressiva come mezzo busto in marmo sul caminetto dell'appartamento di rue H.Monnier dove serviva da appoggia cappelli e appendi collane al ritorno dalle soirées.
venerdì 24 febbraio 2012
LE TRAIN BLEU
Ufficialmente era denominato Calais-Mediterranée-Express. Restò in servizio dal 1922 al 2007, conosciuto internazionalmente essendo utilizzato dai miliardari, specialmente britannici, sfuggenti agli inverni di Albione per la Riviera Francese. Bleu perchè le carrozze (esclusivamente letto) erano dipinte in quel colore, il colore della notte, mentre le finiture erano d'oro. I passeggeri portati dei ferries venivano prelevati a Calais alle 13 ed arrivavano a Paris (Gare du Nord, nei cui pressi ho vissuto per qualche tempo), da lì prendevano la Ligne-de-la Grande Ceinture fino alla Gare de Lyon dove imbarcavano i Francesi e i provenienti dal Nord-Europa . In prima serata si partiva per la Rivera. C'erano fermate a Dijon, alla mia amata Chalon e Lyon ; di prima mattina si raggiungeva Marsiglia. Sulla Costa le tappe erano : St.Raphael, Juan-les-Pins, Antibes, Cannes, Nice, Monte-Carlo e il capolinea di Mentone. Naturalmente c'era solo la prima classe, i vagoni erano gestiti dalla 'Compagnie Internationale des Wagons-Lits', la sua carrozza-ristorante era celebre per le cene d'alta cucina a 5 portate ed altrettanto celebre la carrozza-bar. Nel 1924 S.Diaghilev creò un balletto su musiche di Milhaud (se ricordo bene), il testo era di Cocteau, i costumi di Chanel e il sipario di Picasso : 'Le train bleu'. Nel 1928 Aghata Christie pubblicò ' Il mistero del Treno Blu'. Poi arrivò la Grande Depressione. Nel 1936 in Francia vinse il Fronte Popolare e il governo introdusse le 2 settimane di ferie pagate (tanto fondamentali per i lavoratori) ; al 'Train Bleu' furono aggiunte carrozze di seconda e terza classe e la leggenda sbiadì. Poi arrivò la guerra... Tuttavia ciò che ha sempre colpito la mia fantasia intorno al 'Train Bleu' (su cui non sono mai salito perchè ai miei tempi si usava il TGV per andare in 3 ore a Chalon e da lì a St.Desert) era quello che più anticamente immagino fosse chiamato 'Buffet de la Gare' alla Gare de Lyon, e che negli anni 1960 venne ribattezzato : 'Le Train Bleu' ; parlo dello straordinario ristorante-bar al primo piano della stazione da cui si gode una vista totale. Esso fu concepito negli anni 1920 nello stile eclettico e sovraccarico proprio della Belle-Epoque : una sala immensa , coperta di stucchi e bassorilievi dorati carichi al massimo di mascheroni, ghirlande, figure umane, animali, pilastri, cornici ,un bric-à-brac decorativo incredibile, all'interno del quale vasti spazi campiti con affreschi dei luoghi del desiderio che sarà presto esaudito (ricordo che la prima volta mi ero persuaso che si trattasse di architetture e paesaggi eoliani) ; lampadari immensi grondanti di breloques di vetro che moltiplicano e rifrangono la luce. Una specie di enorme piatto di panna montata e dorata ridondante di frutta candita di Fauchon ; le panchette del ristorante sono in cuoio imbottito con le cappelliere alle spalle (in ottone lucidatissimo). Quando si monta per la doppia scala con la balaustra in ghisa e si varca la soglia, la sensazione è di aver attraversato lo specchio e di essersi lasciati alle spalle un mondo spiacevole nel quale non si desidera più tornare. Sono stato un frequentatore appassionato del 'Train Bleu' ; già approssimandosi all'edificio della stazione c'è una piccola sensazione di Londra a causa della torre con l'orologio. Ci si stende in un divano o in una poltrona ed è abbastanza facile (lo era 30 anni fa) trovarsi dirimpetto una signora di mezza età tedesca o olandese o più semplicemente parigina, con la sua giovane figlia in fiore, lei in tailleur anni 1930 con cappellino sportivo di feltro con penna e la fanciulla in abito stampato di Liberty entrambi con le loro vecchie borsette di Hermes o Vuitton e scarpette sportive allacciate ; i camerieri sorridenti ed effervescenti circolano scambiandosi battute con i vassoi delicatamente poggiati sulle dita aperte e spinte in sù.Dietro il bar si apre il corridoio che da luogo ai salottini privati dove ci si può rilassare in più tranquille e intime conversazioni. Adieu...
LES CLOCHETTES DE L'EGLISE AMERICAINE
Mi era frullato di ascoltare un ensemble di clochettes, genere pochissimo latino, abbastanza anglo-sassone con inclinazione statunitense ; non ricordo neanche come mi fosse venuta la voglia, forse avevo ascoltato di sfuggita qualcosa su France3. Mi fu confermato che i simpatizzanti del genere erano gli Americani ; dovevo sperare in quella comunità in cui individuavo un versante vagamente texano e trasgressivo incentrato al Crazy Horse Saloon di Av.George V ed un altro non so quanto opposto o del tutto compatibile nelle due chiese che lo controllano : la cattedrale Americana nella stessa strada e la chiesa Americana al 65 del Quai d'Orsay. I più bei culi di Paris, come tutti sanno, si concentrano al nr.12 di Av.George V .L'ago del mio compasso aveva saldamente perforato la stazione Alma-Marceau. Mi incuriosiva vedere come potesse funzionare un complesso, visto che da ogni strumento si può ottenere una sola nota che genera un'infinità di sopratoni a causa dell'impossibilità dello smorzamento. Tecnicamente una campanella americana ha il battaglio incardinato e può muoversi solo in due direzioni e non liberamente come una comune campana ,inoltre è provvisto di una molla che lo obbliga a distanziarsi dal bronzo dopo il colpo, il che consente una vibrazione libera e una produzione di sopratoni a piacimento ; queste particolarità strumentali generano un suono malioso e sdolcinato con elementi infantili. Per il fatto che ogni campanella produce una sola nota,ogni esecutore potrebbe doverne usare più d'una ,pertanto è facile intuire che un'organico di campanelle deve essere numeroso ; se si tratta di un piccolo insieme bastano 25 campanelle che coprono due ottave della scala cromatica ,mentre un gruppo importante che copra otto ottave è composto di 97 campanelle. Ogni strumento è fissato su una tavoletta ricoperta di schiuma ,gli strumenti subito dopo l'uso vengono poggiati su un piano comune con le bocche rivolte in alto ; è chiaro che durante le operazioni di impugnatura e deposito esse non devono suonare altrimenti provocherebbero una cacofonia ( a questo scopo la molla che blocca il battaglio ). Un insieme di campanelle è totalmente diverso da un'orchestra perchè, come ho detto, ogni esecutore è responsabile di una sola nota ; l'intero complesso,dunque,va considerato come un solo ed unico strumento. La musica per campanelle, come è ovvio,viene composta specialmente per esse sia perchè deve tener conto dell'alta risonanza che per la limitatezza della gamma. Al suo interno il gruppo funziona con un unico criterio di divisione di gruppetti di esecutori per altezza sonora. Naturalmente anche le partiture differiscono da quelle tradizionali dovendo tener conto di particolarità uniche. Conclusa la mia indagine mi misi in agguato sui mass media, finchè giunse l'annuncio. Andare alla chiesa era una seccatura : da Monceau all'Etoile , da lì al Trocadero e, quindi, la linea 9 per l'Alma. Guarda caso c'ero stato pochi giorni prima : Gilou mi aveva invitato da Francis. Uscendo in diagonale notai l'insegna del Crazy H., traversai la piazza e l'av. de N.York, superai la Fiamma della Libertà (riproduzione a grandezza naturale di quella della fiaccola della statua donata dalla Francia agli USA), imboccai il pont de l'Alma e girai a sinitra sul quai d'Orsay ; a pochi passi di fronte la chiesa nel suo brutto apparato neo-gotico. La navata era piena, un gran numero di belle ragazzze alte dai corpi perfetti, ci misi un istante a capire che erano le ballerine del Crazy che non distava più di 200 metri. Quei suoni mielosi e leggermente bambineschi provocarono ovazioni ed entusiasmo incredibili,ma comprensibili ; gli esecutori, la maggioranza dei quali erano ragazze, erano tutti guantati di nero allo scopo di smorzare al massimo ogni possibile interferenza , alla fine ci accalcammo tutti inorno al tavolo su cui erano poggiate le campanelle ed intorno al quale si era suonato ; stupidamente tentai di toccare uno strumento ma un coyote del Gran Canyon in gonnella digrignò i denti dissuadendomi immediatamente. Fuori una serata calma di fine estate con le peniches allegramente silenziose che sfilavano sfavillanti, mentre accanto fiumi d'auto venivano inghiottiti dal tunnel. Ero contento ,non fossi stato solo avrei deciso una cena da Francis. Qualche giorno dopo la Chiesa Americana annunciò un'altra esecuzione e decisi di tornare non so se per le handbells o per le bluebells. Rifeci strada ; appena salito sul marciapiede accanto al ponte mi accorsi che la Fiamma era completamente sporca , fatto inusuale per Paris e assolutamente improbabile per il 'Triangle d'or' in cui mi trovavo ; chi aveva imbrattato la doratura perfetta? Avvicinandomi mi resi conto che si trattava di pezzetti di carta appiccicati e di fiori sparsi , cominciai a leggere, erano tutti saluti e dediche a Diana Spencer principessa di Galles che si era schiantata nel tunnel sottostante la notte precedente : era il primo di settembre del 1997 ed io feci demi-tour e ripresi il metrò.
domenica 12 febbraio 2012
IL GIUDIZIO DELLA CHIESA DI ROMA SULLA LIBERTA' DI PENSIERO.
. Una delle pietre angolari della forza della Chiesa cattolica è il martiriologio, le persecuzioni subite dai primi cristiani per il fatto di essere tali ; il primo santo venerato il giorno seguente al Natale è Stefano, protomartire. La Chiesa difende a spada tratta i suoi agnelli che hanno pagato con la vita la propria fede. E' giusto che sia così, nessuno può avere nulla da obiettare se non fosse per il caso che la Chiesa abbia istituito un tribunale apposito per giudicare quelli che non la pensavano PERFETTAMENTE come essa; esso ha funzionato dal XIII° al XVIII° sec .mandando al rogo (dopo lunghe e raffinate torture) coloro che dissentivano su dogmi o anche su semplice dottrina ; una delle persone arse vive si chiamava Giovanna d'Arco ed in un secondo momento fu beatificata, segno che quando la processarono e torturarono non era neanche eretica ! Un uomo come Galilei fu processato per le sue idee scientifiche (argomenti che con l'Inquisizione non c'entravano in alcun modo), dunque,per pura violenza barbarica visto che Galilei fu sempre un buon cristiano. Si da il caso che Galilei sia stato uno dei massimi geni dell'umanità di tutti i tempi (fino al punto che fu lui ad inventare la relatività e non Eistein), ma ciò non gli giovò, egli che non se la sentiva di farsi bruciare vivo fu costretto dai sacerdoti del Tribunale a dichiarare che le sue idee VERE erano false e così salvò la pelle ma a patto di restare agli arresti domiciliari per il resto della vita e smetterla per sempre di dire la verità e fare progredire l'umanità. Dopo quattro secoli un papa pensò bene di scusarsi per quel processo, come se si fosse trattato di avergli sbadatamente pestato un callo in un ricevimento in Vaticano. Ma l'Inquisizione celebrò un processo ancora peggiore nel suo contenuto reale : quello contro il frate Giordano Bruno che essendo un filosofo era molto più colto del suo tribunale. Il Tribunale non riuscì a condannarlo in un dibattimento regolare e malgrado Bruno non avesse un difensore. La soluzione fu trovata facendo reperire in tutta Italia i libri che aveva scritto sulla cui base gli fu contestato ciò che era scritto. Ma Bruno era più preparato dei suoi giudici per conseguenza il Tribunale dell'Inquisizione dovette fare appello ai massimi teologhi dell'epoca (tra cui il cardinale Bellarmino che poi fu il consulente nel processo a Galilei e fu compensato con la beatificazione). Bruno fece osservare al reverendo Tribunale che se anche aveva scritto dei pensieri in difformità della teologia ufficiale lo aveva fatto solo sul piano filosofico e non su quello teologico nel quale non si riteneva sufficientemente preparato, aveva espresso concetti ripresi da grandi filosofi che lo avevano preceduto. Bruno non poteva far altro per dimostrare il genere di responsabilità che il Tribunale poteva assumersi . Quando arrivò in Campo dei Fiori per l'arsione il boia gli aveva applicato alla lingua una mordacchia in modo che non potesse articolare alcuna parola (esattamente come fa la Mafia con quelli che parlano troppo, cui mette una pietra in bocca dopo averli uccisi). Dell'omicidio di Bruno nessun papa si è mai scusato, ma quello fu il processo in cui la Chiesa si assunse la piena responsabilità di essere un'organizzazione negatrice della libertà del pensiero umano in generale non dei propri dogmi in particolare.
lunedì 29 agosto 2011
MANI NELLE TASCHE COL CUORE SANGUINANTE
Certo nessun genere di cretino lo è più di quei cica 13 mil. che nell'aprile 2008 votarono Berlusconi dopo avergli consentito di disarcionare Prodi(che lasciò un avanzo primario malgrado la crisi in atto fin dal 2007); Berlusconi ovviamente lo sapeva benissimo,ma doveva negarne l'esistenza perchè il ristagno economico doveva essere addebitato a Prodi.A settembre Lheman fallì e B,continuò a negare la crisi mentre i suoi faccendieri facevano man bassa delle poche risorse del Paese. La promessa solennissima era :'non metterò mai le mani nelle tasche degli Italiani'.Agli inizi del 2011 l'economia andava tanto orrendamente che B.fu costretto ad un'operazione senza precedenti: una manovra finanziaria a metà anno essendoci in s cadenza alcuni miliardi di debiti per rinnovare i quali occorrevano garanzie.La manovra fu abborracciata in una settimana secondo il principio usuale :'Tanto questa massa di cretini me la faccio'. B.non ha mai fatto i conti con la propria imbecillità perchè se è vero che i suoi seguaci sono cretini è altrettanto vero che i mercati finanziari usano lui come soletta per le scarpe. Gli interessi sui ns.titoli saltarono immediatamente in aria data la scempiaggine della manovra berlusconiana e la BCE dovette comprarli non per la bella faccia di B.ma perchè il fallimento italiano avrebbe affondato l'Euro,però chiese in contropartita una manovra seria di cui i ns. faccendieri blaterano da 20gg.Berlusconi ha dichiarato che il cuore gli sanguina perchè sta mettendo le mani nelle tasche degli italiani.In tal modo ha ottenuto la quadratura del cerchio perchè o : le mani non le mette o le mette (ma in tal caso sanguinandogli il cuore è perdonato).A questo punto l'analisi va rifatta poichè lui ha sempre ragione qualsiasi cosa faccia e poichè nella sostanza non fa altro che rubare(infatti tutti i suoi processi vertono su questa materia),ciò significa che i suoi elettori non sono affatto cretini ma mascalzoni della stessa risma. Il punto cruciale,dunque, è che la Magistratura deve mettere in galera un pò di esponenti di spicco della setta di faccendieri che B.rappresenta .Se non provvede B.e soci hanno una soluzione : vendere le proprietà dello Stato che sono l'unica garanzia dei ns.debiti.A chi li venderanno ? Agli unici che si sono arricchiti in questa gestione dello Stato cioè a se stessi.A quale prezzo li venderanno? A meno di un terzo del loro valore perchè tanto non c'è nessun altro che può comprare.Quale sarà la conseguenza? Che i ns. debiti non più garantiti da beni solidi provocheranno una bancarotta senza precedenti.
venerdì 15 aprile 2011
IL CAMPO DI POLO DI GIARRE
pubblicata da Giuseppe Micciche' il giorno lunedì 11 aprile 2011 alle ore 11.42
Iersera TG1 Special: sbalordimento,a Giarre c'è un campo di polo!Un'immane massa di cemento in disfacimento.Quando andavo a Deauville,dalla finestra del bagno guardavo gli allenamenti di polo mentre mi radevo e qualche volta ci andavo.Luogo meraviglioso:era stato ricavato all'interno dell'anello dell'ippodromo della Touque,un'enorme spazio verde;nel lato meno importante c'erano sedie allineate,in quello importante una pedana di legno(mi pare a tre gradini) con un microscopico bar.Nessuna recinzione eccetto gli assi di legno cui legare i cavalli.In quel luogo di assoluta semplicità andavano a giocare i rampolli delle famiglie più ricche del pianeta.A guardare l'orrore cementizio di Giarre si rimane costernati:chissà quanti miliardi buttati via solo per distruggere la natura!Povera Sicilia
giovedì 14 aprile 2011
GIARRE E RIPOSTO
Il servizio del TG1 sul 'campo di polo di Giarre' mi ha fatto tornare in mente tante cose.In primo luogo che quel paese è attaccato a Riposto e che entrambi hanno nomi relativi alla conservazione.La 'giarra' è un grosso orcio che veniva usato per l'acqua,avendo il vantaggio in estate di farne abbassare la temperatura attraverso l'evaporazione per porosità.Ma era usata anche come deposito di olio,in tal caso veniva smaltata internamente (stagnatura) e interrata perchè l'olio si guasta con luce e calore.Il terzo uso era quello di cassaforte dissimulata sotto il pavimento.'Riposto',invece,era un armadio da dispensa;ricordo che da bambino sentivo parlare dei 'dolci di riposto' e non riuscivo a capire se fossero i dolci dell'armadio o quelli del paese di Riposto.Persone molto vecchie mi raccontavano che prima della nascita delle banche i pagamenti dei commerci marittimi siciliani erano fatti in moneta d'oro e d'argento e i grossi commercianti avevano in casa 'giarre' piene di monete che costituivano un pericolo per la loro vita.Quando nacque la prima banca la gente si affrettò a depositare tutta la moneta, che era unicamente metallica,ma dopo qualche tempo la banca fallì e persero tutto.Per fortuna intervenne il Regno d'Italia e i commerci marittimi siciliani andarono in rovina in tal modo venne eliminato il problema del danaro.
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